La legge sull'immigrazione consente al cittadino di chiedere la residenza permanente per una cerchia di parenti più ampia di quella consentita al residente permanente, e per i più stretti fra loro senza limiti numerici. È l'effetto pratico più rilevante della naturalizzazione per chi ha genitori, figli adulti o fratelli in Italia.
Chi si può chiamare, prima e dopo
| Parente | Da residente permanente | Da cittadino |
|---|---|---|
| Coniuge | Seconda preferenza, con quota | Parente immediato, senza quota |
| Figli minorenni non sposati | Seconda preferenza, con quota | Parente immediato, senza quota |
| Figli maggiorenni non sposati | Seconda preferenza, con quota | Prima preferenza, con quota |
| Figli sposati | Non chiamabili | Terza preferenza, con quota |
| Genitori | Non chiamabili | Parenti immediati, senza quota, se il cittadino ha almeno ventun anni |
| Fratelli e sorelle | Non chiamabili | Quarta preferenza, con quota, se il cittadino ha almeno ventun anni |
I parenti immediati (8 U.S.C. § 1151(b)(2)(A)(i)) non sono soggetti ai limiti annuali: la pratica procede appena la petizione è approvata. Le categorie di preferenza (8 U.S.C. § 1153(a)) hanno invece un numero massimo di visti per anno e per paese, e una coda ordinata per data di deposito della petizione, detta priority date.
Le pratiche pendenti cambiano categoria da sole
Chi ha depositato una petizione da residente permanente non deve ripresentarla. Dalla data della naturalizzazione la petizione per il coniuge e per i figli minorenni si considera approvata come parente immediato; quella per il figlio maggiorenne non sposato passa alla prima preferenza, conservando la data di deposito originaria. Conviene comunicare all'amministrazione l'avvenuta naturalizzazione, allegando il certificato, perché la conversione operi in concreto.
Per alcuni paesi la prima preferenza avanza più lentamente della seconda. La legge consente al figlio maggiorenne non sposato di chiedere per iscritto che la conversione non avvenga, o venga revocata: la scelta è unica e irrevocabile. Prima di esercitarla va confrontata la posizione delle due categorie nel bollettino dei visti per il paese di nascita del figlio.
Quanto si aspetta
Per i parenti immediati non c'è attesa di un numero di visto: restano i tempi di lavorazione della petizione e della fase consolare. Per le categorie di preferenza l'attesa dipende dalla categoria e dal paese di nascita, e si misura in anni; per i fratelli e le sorelle, in molti anni. Il Dipartimento di Stato pubblica ogni mese il bollettino dei visti con le date di deposito che vengono lavorate: è l'unica fonte da consultare, e va consultata per la categoria e il paese giusti. Questa pagina non riporta cifre perché cambiano ogni mese.
I genitori
Il cittadino di almeno ventun anni può chiedere la residenza permanente per il padre e per la madre come parenti immediati. Non esiste una petizione per i genitori da parte del residente permanente: è la novità più netta del giuramento. Ciascun genitore richiede una petizione propria, e ciascuno deve essere ammissibile per conto suo. Una volta residenti permanenti, i genitori possono a loro volta naturalizzarsi dopo cinque anni, con le esenzioni dalla prova di lingua previste per l'età e la durata della residenza.
I figli maggiorenni
I figli che hanno già compiuto diciotto anni al momento del giuramento non acquistano la cittadinanza con il genitore. Se non sono sposati, rientrano nella prima preferenza; se sono sposati, nella terza. A differenza dei parenti immediati, il beneficiario di una categoria di preferenza può portare con sé il coniuge e i figli minorenni, che seguono la stessa petizione con la stessa data.
Il figlio è parente immediato solo se non ha ancora ventun anni. Per la petizione depositata da residente permanente e convertita con la naturalizzazione, l'età si cristallizza alla data della naturalizzazione: se quel giorno il figlio ha meno di ventun anni resta parente immediato anche se li compie dopo. Se li ha già compiuti, passa alla prima preferenza con la data di deposito originaria. Una legge del 2002 attenua in altri casi l'effetto del compimento dei ventun anni durante l'attesa; il calcolo va fatto sulla singola petizione.
Il coniuge sposato dopo il giuramento
Chi si sposa con uno straniero dopo essere diventato cittadino può chiederne la residenza permanente come parente immediato. Se al momento dell'ingresso il matrimonio dura da meno di due anni la residenza è condizionata, e la condizione va rimossa con una domanda congiunta. Il coniuge straniero potrà poi naturalizzarsi dopo tre anni di residenza permanente, alle condizioni descritte nella pagina sul coniuge di cittadino.
L'obbligo di mantenimento
Chi chiama un parente deve sottoscrivere una dichiarazione di sostegno (8 U.S.C. § 1183a): un contratto con il Governo, con il quale il cittadino si impegna a mantenere il parente al di sopra della soglia di povertà e a rimborsare le prestazioni pubbliche condizionate al reddito che questi dovesse ricevere. L'obbligo dura finché il parente non diventa cittadino, non matura quaranta trimestri di lavoro, non lascia definitivamente gli Stati Uniti o non muore. Non si estingue con il divorzio.