La domanda di naturalizzazione si presenta sul modulo N-400 all'agenzia federale competente (USCIS). Può essere depositata fino a novanta giorni prima del compimento del periodo di residenza richiesto; tutti gli altri requisiti devono però sussistere alla data del deposito e conservarsi fino al giuramento.
Come si deposita
Il deposito avviene in via telematica, con un account personale sul portale dell'agenzia, oppure su carta, per posta. La domanda telematica consente di pagare, seguire la pratica e ricevere le comunicazioni nello stesso ambiente. La legge consente all'amministrazione di rendere obbligatorio il deposito telematico di un modulo, con un preavviso pubblico di sessanta giorni; alla data di questa pagina il modulo N-400 è ancora accettato in entrambe le forme.
| Tariffa | Importo | Condizioni |
|---|---|---|
| Ordinaria, su carta | 760 dollari | — |
| Ordinaria, telematica | 710 dollari | Sconto di cinquanta dollari per il deposito telematico |
| Ridotta | 380 dollari | Reddito familiare documentato non superiore al 400% della soglia federale di povertà; solo su carta |
| Esonero | Nessun importo | Reddito non superiore al 150% della soglia, oppure sussidio pubblico condizionato al reddito, oppure grave difficoltà economica; richiesta separata, solo su carta |
| Esenzione | Nessun importo | Militari e veterani che si naturalizzano in base alle norme sul servizio armato |
Nel giugno 2026 il Dipartimento per la sicurezza interna ha proposto di aumentare la tariffa della domanda di naturalizzazione e di quella del riesame amministrativo, e di abolire sia la tariffa ridotta sia l'esonero per entrambe. Alla data di questa pagina si tratta di una proposta, non di una regola in vigore. Gli importi vanno verificati sul sito dell'agenzia il giorno del deposito: una domanda con tariffa errata viene respinta senza esame.
La ricevuta e la carta di residenza
Dopo il deposito l'amministrazione invia una ricevuta, che è anche il primo documento della pratica. Dal dicembre 2022 la ricevuta della domanda di naturalizzazione proroga automaticamente di due anni la validità della carta di residenza permanente, a decorrere dalla scadenza stampata sulla carta. Va esibita insieme alla carta. Chi ha smarrito la carta deve comunque chiederne la sostituzione: la ricevuta proroga un documento, non lo sostituisce.
I rilievi biometrici e i controlli
Il richiedente viene convocato per il rilievo delle impronte digitali e della fotografia. Sui dati raccolti viene condotto un controllo dei precedenti presso l'FBI. L'esame non viene fissato finché l'amministrazione non ha ricevuto una risposta definitiva su quel controllo: è una delle ragioni per cui i tempi fra deposito ed esame variano da persona a persona e da ufficio a ufficio.
L'esame
L'esame è un colloquio personale, davanti a un ufficiale, in una sede separata dal pubblico (8 U.S.C. § 1446). Il richiedente può farsi assistere da un avvocato o da un rappresentante accreditato che abbia depositato la propria nomina. Il colloquio si svolge sotto giuramento e riguarda tutti i fattori che incidono sull'ammissibilità: l'ufficiale ripercorre la domanda voce per voce e corregge le risposte scritte perché corrispondano a quanto dichiarato oralmente. Alla fine il richiedente sottoscrive la domanda così corretta, con una dichiarazione resa sotto pena di falso.
Nello stesso colloquio l'ufficiale somministra le prove di lettura, di scrittura e di educazione civica, e valuta la capacità di parlare e comprendere l'inglese attraverso le domande stesse dell'esame. Le domande possono essere ripetute in forma diversa e ampliate finché l'ufficiale non si convince che il richiedente le comprende, oppure che non è in grado di comprenderle.
Entrambe le parti possono produrre prove orali e documentali. L'ufficiale conserva annotazioni dell'esame, e può farne registrare una trascrizione. Le discordanze fra quanto scritto nella domanda e quanto risulta dai registri — viaggi, precedenti, posizione fiscale — emergono di regola in questa sede, ed è in questa sede che vanno spiegate.
La decisione
Accoglimento
La decisione deve essere adottata all'esame stesso o entro centoventi giorni dalla sua data. Con l'accoglimento il richiedente riceve le istruzioni per il giuramento, che perfeziona l'acquisto.
Rinvio per integrazione
Anziché decidere, l'ufficiale può rinviare l'esame una sola volta, per consentire al richiedente di superare le carenze emerse. I motivi e i documenti richiesti vanno comunicati per iscritto. Il secondo esame non può essere fissato prima di sessanta giorni dal primo, e di regola entro i centoventi. Se le carenze non vengono superate, la domanda è respinta.
Rigetto
Il rigetto è motivato per iscritto e può essere sottoposto a riesame amministrativo davanti a un altro ufficiale, e poi al giudice federale. Se invece l'amministrazione non decide entro i centoventi giorni, il richiedente può rivolgersi direttamente al tribunale distrettuale (8 U.S.C. § 1447(b)).
Mancata comparizione e mancata risposta
Chi non si presenta all'esame e non comunica per iscritto il motivo entro trenta giorni, chiedendo una nuova convocazione, vede la domanda chiusa in via amministrativa senza decisione nel merito. La riapertura può essere chiesta entro un anno, senza nuova tariffa; ma la data della richiesta di riapertura diventa la nuova data di deposito ai fini dei requisiti. Trascorso l'anno, la domanda si considera abbandonata. Dopo l'esame, chi non risponde entro trenta giorni a una richiesta di documenti o di ulteriore comparizione vede la domanda decisa allo stato degli atti, senza ulteriore attesa.
Le convocazioni arrivano per posta, all'indirizzo dichiarato. Chi cambia indirizzo o si assenta a lungo durante la pratica rischia di perdere la convocazione e, con essa, la domanda. Un'assenza lunga durante la pratica pone inoltre un problema autonomo di residenza continuativa, che deve durare fino al giuramento.