È la domanda più frequente e quella su cui circolano le informazioni più datate. La risposta, per chi si naturalizza oggi, è netta: l'acquisto volontario della cittadinanza statunitense non comporta la perdita della cittadinanza italiana.
La disciplina vigente
La legge 5 febbraio 1992, n. 91 ha superato il principio della cittadinanza unica. Il cittadino italiano che acquista una cittadinanza straniera conserva quella italiana. La perdita non è automatica: può conseguire soltanto a un atto di rinuncia formale, che presuppone la residenza all'estero ed è volontario.
Chi si naturalizza cittadino statunitense oggi resta cittadino italiano. Non occorre chiedere alcuna autorizzazione preventiva, e nessuna autorità italiana revoca d'ufficio la cittadinanza per questo motivo.
Il regime anteriore al 1992
Prima dell'entrata in vigore della legge del 1992 la disciplina era opposta. Sotto la legge 13 giugno 1912, n. 555 l'acquisto volontario di una cittadinanza straniera comportava di regola la perdita automatica di quella italiana.
È una circostanza storica di grande rilievo pratico, perché riguarda un numero molto elevato di italiani emigrati negli Stati Uniti nel Novecento e naturalizzatisi prima dell'agosto 1992. La loro posizione, e quella dei loro discendenti, va ricostruita guardando alla data della naturalizzazione e alla data di nascita dei figli, non alla disciplina odierna.
La materia della trasmissione della cittadinanza italiana per discendenza è stata oggetto di interventi normativi recenti che ne hanno modificato i presupposti. Chi intenda ricostruire una linea di discendenza deve verificare la disciplina vigente al momento in cui agisce: questo sito non tratta tale materia.
Che cosa resta da fare dopo il giuramento
La conservazione della cittadinanza italiana è automatica, ma non esonera dagli adempimenti ordinari di chi risiede stabilmente all'estero.
Iscrizione anagrafica dei residenti all'estero
Il cittadino italiano che risiede stabilmente all'estero è tenuto all'iscrizione presso l'anagrafe degli italiani residenti all'estero, per il tramite del consolato competente per territorio. L'obbligo prescinde dall'acquisto della cittadinanza statunitense.
Aggiornamento dei dati consolari
Variazioni di indirizzo, stato civile e composizione del nucleo familiare vanno comunicate. Da questi dati dipendono il rilascio dei documenti e l'esercizio del diritto di voto.
Trascrizione degli atti formati all'estero
Matrimoni, nascite e divorzi avvenuti negli Stati Uniti richiedono la trascrizione nei registri italiani per produrre effetti nell'ordinamento interno. La naturalizzazione in sé non è oggetto di trascrizione.
Che cosa non cambia
- Il passaporto italiano resta valido e rinnovabile alle condizioni ordinarie.
- Restano i diritti connessi alla cittadinanza dell'Unione europea.
- Resta il diritto di voto per le elezioni politiche, secondo le modalità previste per i residenti all'estero.
Che cosa cambia davvero
L'effetto più sostanziale non riguarda la cittadinanza italiana ma la posizione verso l'ordinamento statunitense. Il cittadino statunitense è soggetto agli obblighi dichiarativi propri di tale status a prescindere dal luogo di residenza, e tali obblighi non vengono meno trasferendosi altrove. È una conseguenza che conviene valutare prima del giuramento, con un professionista competente in materia fiscale, e non dopo.
La doppia cittadinanza è consentita da entrambi gli ordinamenti, ma comporta la soggezione a entrambi. La domanda giusta non è se sia permessa, ma quali obblighi aggiuntivi comporti nel caso concreto.