Prima di cominciare
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1 · Comprensione della lettura
2 · Comprensione dell’ascolto
3 · Produzione scritta
4 · Produzione orale
Come funziona la certificazione vera
Per le domande presentate dal 4 dicembre 2018, chi chiede la cittadinanza italiana per residenza (art. 9 della legge 91/1992) o per matrimonio (art. 5) deve dimostrare una conoscenza della lingua italiana non inferiore al livello B1 del Quadro comune europeo di riferimento. Non è una prova che si sostiene in prefettura o al consolato: la certificazione va ottenuta prima e allegata alla domanda.
Non vale un attestato qualunque. La certificazione deve essere rilasciata da uno dei quattro enti certificatori riconosciuti dal Ministero degli Affari Esteri e dal Ministero dell’Università, che insieme costituiscono il sistema CLIQ:
- CELI — Università per Stranieri di Perugia
- CILS — Università per Stranieri di Siena
- PLIDA — Società Dante Alighieri
- AIL — Accademia Italiana di Lingua
Un certificato B1 rilasciato da una scuola di lingue che non appartenga a questi enti non è utilizzabile per la domanda di cittadinanza, per quanto serio sia il corso. Gli esami si possono sostenere anche fuori dall’Italia, presso i centri accreditati dai singoli enti e presso gli Istituti Italiani di Cultura: chi vive negli Stati Uniti non è obbligato a venire in Italia per farlo.
In alternativa alla certificazione vale un titolo di studio rilasciato da una scuola o università italiana. La legge prevede inoltre alcune situazioni in cui il requisito si considera già soddisfatto — per esempio per chi ha sottoscritto l’accordo di integrazione o è titolare di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo — e casi particolari legati a condizioni di salute documentate. Sono posizioni da verificare una per una: non dare per scontato di rientrarci.
Attenzione a non confondere i due percorsi. Il requisito linguistico appena descritto riguarda la naturalizzazione. Il riconoscimento della cittadinanza per discendenza (iure sanguinis) è un istituto diverso, che accerta una cittadinanza già esistente anziché concederne una nuova, e segue regole proprie. Quelle regole sono state modificate nel 2025 e la materia è ancora in movimento: prima di dare per scontata la propria posizione, verifica la normativa in vigore alla data della domanda o fatti assistere da un professionista.
Che cosa misura ciascuna prova
Il livello B1 è il livello soglia: chi lo raggiunge se la cava nelle situazioni quotidiane, capisce i punti principali di un discorso chiaro su argomenti familiari, sa raccontare un fatto e motivare un’opinione. Non significa parlare come un madrelingua, e la valutazione di questa simulazione è tarata di conseguenza: un lessico limitato e qualche errore di preposizione sono normali a questo livello.
Le due prove di comprensione sono a scelta multipla e si correggono in automatico. Le due prove di produzione vengono valutate su quattro criteri — efficacia comunicativa, coerenza e coesione, ricchezza lessicale, correttezza grammaticale — con la stessa griglia usata negli esami CELI 2 e CILS Uno-B1. Per la prova orale la registrazione viene prima trascritta: la valutazione riguarda quindi il contenuto, l’organizzazione del discorso, il lessico e la grammatica, non la pronuncia né la fluidità, che da una trascrizione non sono giudicabili.
Se ti interessa la cittadinanza statunitense anziché quella italiana, sullo stesso sito trovi il test di educazione civica USCIS e il calcolatore della data utile per l’N-400.
Questa simulazione è un progetto di cittadinanza americana.